Il consigliere del Patto per Nettuno Carlo Conte, “si dovrebbero organizzare meno eventi”. La risposta di Roberto Alicandri

“Forse uno scivolone lessicale, di quelli che capitano quando si guarda il calendario senza avere il tempo di guardare dentro le sale piene. Può succedere: a volte gli eventi sembrano tanti, soprattutto quando funzionano. E quando funzionano, evidentemente, possono dare fastidio a chi sceglie di fare un’opposizione preconcetta e piena di livore.La realtà però è […]

“Forse uno scivolone lessicale, di quelli che capitano quando si guarda il calendario senza avere il tempo di guardare dentro le sale piene. Può succedere: a volte gli eventi sembrano tanti, soprattutto quando funzionano. E quando funzionano, evidentemente, possono dare fastidio a chi sceglie di fare un’opposizione preconcetta e piena di livore.
La realtà però è un’altra. In questi giorni la città si prepara ad accogliere un convegno di storia dell’arte dedicato a Giotto, incontri di approfondimento sulla Repubblica Romana del 1849 e un seminario sul contrasto al cyberbullismo rivolto a ragazzi e famiglie. Solo pochi giorni fa, inoltre, la Sala Consiliare ha ospitato un toccante evento artistico e musicale dedicato alla memoria delle vittime degli olocausti.
Tutti eventi gratuiti.
Non per pochi, ma per tutti.
Se questa è abbondanza, è un’abbondanza di conoscenza, memoria e partecipazione. Difficile considerarla un problema.
I numeri parlano chiaro: nel solo 2025 si sono svolti oltre 150 eventi tra il Forte Sangallo e la Sala Consiliare. Non repliche dello stesso spettacolo, ma conferenze, mostre, presentazioni di libri, laboratori, rievocazioni storiche, iniziative per le scuole e per le famiglie. Spazi pubblici finalmente vissuti e aperti, non chiusi e silenziosi.
Colpisce che a parlare di “troppi eventi”, probabilmente mettendone in dubbio la qualità, sia chi raramente si è visto tra il pubblico di queste iniziative. Partecipare, ascoltare e confrontarsi con relatori, associazioni e cittadini aiuterebbe forse a coglierne fino in fondo il valore culturale e sociale.
Dietro ogni locandina non c’è un “eventificio”, ma una comunità viva e generosa fatta di associazioni culturali, studiosi, artisti e volontari. Persone che mettono a disposizione, molto spesso gratuitamente, competenze, tempo ed energie, spesso sottraendoli alla vita privata, per offrire alla città occasioni di crescita, incontro e riflessione. È un lavoro fondamentale, che merita rispetto e sostegno, perché rappresenta uno dei patrimoni più preziosi del tessuto cittadino.
Le associazioni di Nettuno non organizzano semplicemente eventi: costruiscono legami, custodiscono la memoria, alimentano la curiosità delle nuove generazioni e tengono aperti spazi di confronto e di bellezza. Ogni iniziativa è il frutto di passione, studio e collaborazione, ed è grazie a loro se la cultura diventa davvero accessibile e condivisa.
Per questo va riconosciuto il lavoro coraggioso dell’amministrazione comunale, a partire dal sindaco Nicola Burrini e dall’assessore alla Cultura Roberto Imperato, che hanno scelto di investire in una cultura diffusa, capace di parlare a tutte le età e a tutte le sensibilità.
Altro che fare meno eventi: continueremo a farne di più e meglio, insieme alle straordinarie associazioni e alle tante preziose realtà attive sul territorio, perché è così che una città cresce e si rafforza.
Una città viva non è quella che spegne le luci per alleggerire l’agenda, ma quella che le accende per far incontrare le persone, condividere idee e costruire comunità.
Se per qualcuno questo è “troppo”, per noi è semplicemente il minimo indispensabile per una città che vuole avere una “Renascentia” culturale. Ed è una scelta che, numeri e partecipazione alla mano, sempre più cittadini dimostrano di apprezzare”.

Roberto Alicandri,
Presidente del consiglio comunale
di Nettuno

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Redazione Ilgranchio.it
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