“Forse uno scivolone lessicale, di quelli che capitano quando si guarda il calendario senza avere il tempo di guardare dentro le sale piene. Può succedere: a volte gli eventi sembrano tanti, soprattutto quando funzionano. E quando funzionano, evidentemente, possono dare fastidio a chi sceglie di fare un’opposizione preconcetta e piena di livore.
La realtà però è un’altra. In questi giorni la città si prepara ad accogliere un convegno di storia dell’arte dedicato a Giotto, incontri di approfondimento sulla Repubblica Romana del 1849 e un seminario sul contrasto al cyberbullismo rivolto a ragazzi e famiglie. Solo pochi giorni fa, inoltre, la Sala Consiliare ha ospitato un toccante evento artistico e musicale dedicato alla memoria delle vittime degli olocausti.
Tutti eventi gratuiti.
Non per pochi, ma per tutti.
Se questa è abbondanza, è un’abbondanza di conoscenza, memoria e partecipazione. Difficile considerarla un problema.
I numeri parlano chiaro: nel solo 2025 si sono svolti oltre 150 eventi tra il Forte Sangallo e la Sala Consiliare. Non repliche dello stesso spettacolo, ma conferenze, mostre, presentazioni di libri, laboratori, rievocazioni storiche, iniziative per le scuole e per le famiglie. Spazi pubblici finalmente vissuti e aperti, non chiusi e silenziosi.
Colpisce che a parlare di “troppi eventi”, probabilmente mettendone in dubbio la qualità, sia chi raramente si è visto tra il pubblico di queste iniziative. Partecipare, ascoltare e confrontarsi con relatori, associazioni e cittadini aiuterebbe forse a coglierne fino in fondo il valore culturale e sociale.
Dietro ogni locandina non c’è un “eventificio”, ma una comunità viva e generosa fatta di associazioni culturali, studiosi, artisti e volontari. Persone che mettono a disposizione, molto spesso gratuitamente, competenze, tempo ed energie, spesso sottraendoli alla vita privata, per offrire alla città occasioni di crescita, incontro e riflessione. È un lavoro fondamentale, che merita rispetto e sostegno, perché rappresenta uno dei patrimoni più preziosi del tessuto cittadino.
Le associazioni di Nettuno non organizzano semplicemente eventi: costruiscono legami, custodiscono la memoria, alimentano la curiosità delle nuove generazioni e tengono aperti spazi di confronto e di bellezza. Ogni iniziativa è il frutto di passione, studio e collaborazione, ed è grazie a loro se la cultura diventa davvero accessibile e condivisa.
Per questo va riconosciuto il lavoro coraggioso dell’amministrazione comunale, a partire dal sindaco Nicola Burrini e dall’assessore alla Cultura Roberto Imperato, che hanno scelto di investire in una cultura diffusa, capace di parlare a tutte le età e a tutte le sensibilità.
Altro che fare meno eventi: continueremo a farne di più e meglio, insieme alle straordinarie associazioni e alle tante preziose realtà attive sul territorio, perché è così che una città cresce e si rafforza.
Una città viva non è quella che spegne le luci per alleggerire l’agenda, ma quella che le accende per far incontrare le persone, condividere idee e costruire comunità.
Se per qualcuno questo è “troppo”, per noi è semplicemente il minimo indispensabile per una città che vuole avere una “Renascentia” culturale. Ed è una scelta che, numeri e partecipazione alla mano, sempre più cittadini dimostrano di apprezzare”.
Roberto Alicandri,
Presidente del consiglio comunale
di Nettuno


