Concessioni demaniali, Antonio Cardoselli di Fratelli d’Italia Anzio: “misurare il peso delle parole, cautela su linearità e lucidità amministrativa”

Sul rilascio delle concessioni demaniali per la gestione degli stabilimenti balneari, interviene il capogruppo di Fratelli d’Italia di Anzio Antonio Cardoselli che richiama la maggioranza ad una maggiore attenzione e linearità nell’azione amministrativa.Ecco la nota:“Cari Consiglieri di maggioranzaprima di parlare di “immobilismo”, “disordine” e addirittura “che l’amministrazione di Anzio detta una linea chiara”, forse sarebbe […]

Sul rilascio delle concessioni demaniali per la gestione degli stabilimenti balneari, interviene il capogruppo di Fratelli d’Italia di Anzio Antonio Cardoselli che richiama la maggioranza ad una maggiore attenzione e linearità nell’azione amministrativa.
Ecco la nota:
“Cari Consiglieri di maggioranza
prima di parlare di “immobilismo”, “disordine” e addirittura “che l’amministrazione di Anzio detta una linea chiara”, forse sarebbe utile fermarsi un momento e misurare il peso delle parole. Anche perché la realtà dei fatti racconta qualcosa di molto diverso dalla narrazione entusiastica che viene proposta.
Quanto alla retorica ventennale su cui ponete l’accento fareste meglio a ricordare, se ne siete a conoscenza, che oggi si utilizzerà ancora il PUA del 1999.
Forse, e dico forse, questa non è la prova di un fallimento epocale, bensì la dimostrazione che quello strumento, PUA redatto e approvato da amministratori di ben altra esperienza,(ricordo al Segretario PD) ivi compreso l’attuale sindaco Aurelio Lo Fazio, aveva una visione talmente solida e programmatica da risultare ancora attuale dopo oltre due decenni. Un dettaglio che meriterebbe rispetto, non liquidazioni superficiali.
Quanto alla “linea chiara”, tralascio le determine, vale la pena ricordare che siamo passati da un modulo per le istanze ridicolo ritirato nell’arco di 15 giorni da un primo disciplinare con determinati criteri, per poi vedere un secondo disciplinare con criteri modificati; da una scadenza fissata al 30 settembre 2025 a una sospensione e proroga al 28 febbraio 2026; fino ad arrivare oggi 30 Maggio e a ulteriori modifiche e nuovi criteri in fase di riscrittura. Se questa è linearità e lucidità amministrativa, allora forse abbiamo semplicemente una definizione diversa della parola.
La delibera di indirizzo non nasce oggi come un colpo di genio politico: è il frutto di un percorso travagliato della commissione, con il coinvolgimento della struttura dirigenziale e con consulenze legali demaniali strapagate profumatamente ma tralascio questo parte.
Presentarla come una svolta epocale rischia di essere più un’operazione propagandistica che amministrativa.
Il punto, però, è un altro. Probabilmente i consiglieri non si rendono pienamente conto del passaggio storico che l’imprenditoria di Anzio sta per affrontare. Oltre 70 aziende con centinaia dì dipendenti del comparto turistico-ricreativo operanti sul demanio marittimo – stabilimenti balneari, ristoranti ecc.., attività che garantiscono occupazione e qualità – si trovano davanti a una fase delicatissima, condizionata da un quadro normativo nazionale ed europeo complesso e in continua evoluzione.
Qui non si tratta di slogan o di rivendicare ideologie politiche. Qui si parla del futuro economico di un’intera città. E forse, prima di usare con leggerezza termini come “disordine” o “immobilismo”, sarebbe opportuno riconoscere che queste imprese, nel corso degli anni, anche grazie al PUA che voi stessi utilizzerete, hanno dimostrato capacità di investimento, programmazione e resilienza ben superiori alla stabilità degli attuali atti amministrativi che li riguardano.
Il comparto saprà valutare con attenzione lo spessore con cui questa fase verrà affrontata. E, c’è da scommetterci, saprà distinguere tra chi comprende davvero la delicatezza del momento e chi si limita a proclamare “chiarezza” mentre i criteri cambiano e le scadenze si spostano.
E su questo, inevitabilmente, saranno i fatti e le imprese a dare il giudizio finale.
Ci tengo a precisare che le direttive europee e nazionali devono essere applicate, senza ambiguità e nel rispetto dei principi di legalità e trasparenza. Se questa è la vostra linea, siamo pronti a un confronto serio e approfondito ma per chiarire fino in fondo quanto sia delicata e complessa la transizione sul demanio marittimo, che non può essere affrontata con superficialità o slogan, viste le rilevanti ricadute reali economiche e sociali che comporta”.

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