Attentato a Sigfrido Ranucci, l’intervento di ReteNoBavaglio nella Commissione regionale “Vigilanza sul pluralismo dell’informazione”

“L’attentato contro l’abitazione di Sigfrido Ranucci rappresenta, un salto di qualità nella strategia di intimidazione verso i giornalisti. Un attacco che testimonia ancora di più quanto l’informazione, la buona informazione, rappresenti il peggior nemico di poteri oscuri e criminali. Elemento questo spesso sottovalutato nel nostro paese. Lo dimostra peraltro il fatto che temi come le […]

“L’attentato contro l’abitazione di Sigfrido Ranucci rappresenta, un salto di qualità nella strategia di intimidazione verso i giornalisti. Un attacco che testimonia ancora di più quanto l’informazione, la buona informazione, rappresenti il peggior nemico di poteri oscuri e criminali. Elemento questo spesso sottovalutato nel nostro paese. Lo dimostra peraltro il fatto che temi come le querele bavaglio o le crescenti limitazioni al diritto di cronaca non abbiano ancora trovato una risposta legislativa e anzi si proceda nelle aule parlamentari in direzione del tutto opposta.
È importante sottolineare la presenza delle Mafie sul litorale romano e laziale, molto attive anche nell’infiltrare e condizionare le amministrazioni pubbliche, ricordiamo lo scioglimento, negli ultimi due anni, di tre importanti comuni del litorale, Anzio, Nettuno, Aprilia.
Riteniamo fondamentale garantire il diritto di cronaca e il ruolo fondamentale del giornalismo investigativo anche nella tutela della trasparenza amministrativa. La solidarietà espressa dalla rete No Bavaglio rappresenta un segnale forte contro le iniziative che rischiano di limitare la libertà di espressione e il controllo democratico sul tessuto economico e sulle istituzioni. Siamo una rete solidale e trasversale al mondo dell’informazione e dell’attivismo, capace di creare una scorta mediatica a difesa di giornalisti, attivisti, esponenti della cultura, colpiti da censure o attacchi.
Come sottolineato dallo stesso Ranucci nell’incontro con i cittadini davanti alla sua abitazione di Campo Ascolano organizzato dal Comitato cittadino con il supporto della rete NoBavaglio, i più colpiti sono i giornalisti locali e le testate indipendenti che sono conosciuti e quindi più esposti a pericoli e ritorsioni e che non godono di coperture finanziarie per affrontare i processi.
Colleghi che rischiano in proprio, fisicamente nei casi più gravi e patrimonialmente sempre.
Per questi giornalisti difendersi da una querela temeraria o un’azione legale infondata, si traduce in spese legali e tempi lunghi per la conclusione di un processo che, nel 90% dei casi, termina con una archiviazione o con un’assoluzione. In questi casi, chi ha intentato la causa non ha subito nessuna conseguenza negativa, mentre il giornalista, anche se prosciolto, è stato silenziato.
Spesso sono gli stessi giornalisti che si autocensurano per non correre il rischio di essere denunciati. Denunce che vengono generalmente avviate da imprenditori potenti, gruppi di lobby, aziende, politici locali. La finalità è quella di censurare, intimidire e mettere a tacere chi solleva dubbi e fa domande, facendo pesare su di loro il costo di una difesa legale finché non desistano da svolgere inchieste scomode.
Negli ultimi tempi sono state varate norme che rendono sempre più difficile il lavoro giornalistico come il divieto di pubblicare le ordinanze di custodia cautelare. Come lo scandalo dei giornalisti spiati con il software paragon.
Come rete No Bavaglio riteniamo sia dovere delle Istituzioni tutte, proteggere e sostenere i giornalisti che riferiscono su questioni di interesse pubblico.
La Rete No Bavaglio ritiene che sia dovere delle Istituzioni, a tutti i livelli, proteggere e sostenere i giornalisti che svolgono il proprio lavoro con rigore e responsabilità, riferendo su questioni di interesse pubblico. La libertà di informazione è un diritto fondamentale dei cittadini, essenziale per la democrazia e la giustizia sociale.
Alla luce dell’aumento delle intimidazioni e delle querele temerarie contro giornalisti nel Lazio, proponiamo alla Commissione regionale di valutare le seguenti misure:
Istituzione di un fondo regionale dedicato al sostegno delle spese legali dei giornalisti colpiti da querele temerarie, in particolare quelli privi di tutela editoriale.
Ritiro delle querele temerarie eventualmente presentate da rappresentanti delle istituzioni regionali contro giornalisti, come gesto concreto di rispetto verso la libertà di stampa.
Destinazione di risorse specifiche per la promozione di corsi di formazione e iniziative di sensibilizzazione sul diritto all’informazione, rivolti sia ai giornalisti che ai cittadini, con l’obiettivo di rafforzare la consapevolezza del ruolo del giornalismo nella difesa della democrazia.

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Redazione Ilgranchio.it
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