“Chi salva una vita, salva l’umanità”, incontro con il dottor Pietro Bartolo all’istituto Gavio Apicio di Anzio (Foto)

Il dottor Pietro Bartolo commuove gli studenti dell’Apicio Colonna Gatti di Anzio con il suo racconto di speranza e dolore nel cuore del progetto europeo CLEVER. “Chi salva una vita, salva l’umanità intera.” Questa frase, semplice e universale, è diventata il filo conduttore della conferenza che ha visto protagonista il dottor Pietro Bartolo, il “medico […]

Il dottor Pietro Bartolo commuove gli studenti dell’Apicio Colonna Gatti di Anzio con il suo racconto di speranza e dolore nel cuore del progetto europeo CLEVER. “Chi salva una vita, salva l’umanità intera.” Questa frase, semplice e universale, è diventata il filo conduttore della conferenza che ha visto protagonista il dottor Pietro Bartolo, il “medico di Lampedusa”, testimone diretto di una delle più grandi tragedie umanitarie dei nostri tempi. Nell’aula gremita dell’Istituto Apicio Colonna Gatti di Anzio, studenti e docenti hanno ascoltato in un silenzio carico di emozione le sue parole, le storie, le immagini dei migranti che ogni giorno cercano una vita migliore attraversando il mare.

  • Un progetto che dà voce alla cittadinanza europea
    La conferenza si inserisce nel progetto CLEVER – “Citizenship Louder Through European Vocational Education Resources”, finanziato dal programma Erasmus+Jean Monnet e coordinato dal professore François Huguet del Lycée professionnel Martin Nadaud di Saint Pierre des Corps, nella Valle della Loira. Un’iniziativa che unisce scuole di sei Paesi europei, in collaborazione con l’Università di Nantes e la Scuola di Giornalismo di Tours, per riflettere su temi cruciali: migrazione, minoranze, valori europei, interculturalità ed economia.
    All’Istituto Apicio Colonna Gatti, retto dalla Dirigente Renata Coppola, la professoressa Maria Gabriella Taulario, coordinatrice del progetto, insieme alla professoressa Cettina Callea, referente dell’Istituto professionale Fermi di Licata, ha voluto che la voce del dottor Bartolo risuonasse tra i giovani come un invito a guardare oltre i confini, oltre i pregiudizi, oltre la paura.
  • Lampedusa nel cuore
    Durante la conferenza, le immagini e i video proiettati dal dottor Bartolo hanno raccontato più di mille parole. Corpi stipati nelle stive, volti segnati dalla fame e dalla sete, occhi che cercano una mano tesa. Ogni foto, ogni racconto, ha squarciato il velo dell’indifferenza, restituendo umanità a chi troppo spesso viene ridotto a numero o statistica.
    Gli studenti hanno ascoltato con occhi lucidi e cuore aperto. Molti di loro hanno definito l’incontro “una scossa di coscienza”, un’esperienza che fa riflettere sul significato profondo di essere cittadini europei, custodi di valori che non devono restare parole su un trattato, ma trasformarsi in azioni concrete di solidarietà e rispetto.
  • Un cammino condiviso
    Il progetto CLEVER, che negli ultimi due anni ha formato docenti e coinvolto attivamente studenti in mobilità europee, entra ora nella sua fase più viva: la sperimentazione nei Paesi partner. Attraverso strumenti innovativi come la facilitazione grafica e il giornalismo, i ragazzi impareranno a raccontare l’Europa che accoglie, l’Europa che costruisce ponti e non muri.
  • L’eredità di un incontro
    Alla fine dell’incontro, l’applauso che ha riempito l’aula non era solo un ringraziamento, ma un impegno. Un impegno a difendere la dignità umana, a guardare con empatia, a non restare spettatori. Perché – come ha ricordato il dottor Bartolo – “non esistono vite di serie A e di serie B”. E forse è proprio questo il messaggio più potente che il progetto CLEVER vuole lasciare: che la vera cittadinanza europea nasce dal coraggio di sentirsi parte dell’umanità tutta.

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Redazione Ilgranchio.it
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