Mancata consegna atti amministrativi, il consigliere Rodolfo Turano presenta un esposto

Il consigliere comunale di Anzio Rodolfo Turano, dell’omonima lista civica, interviene con alcune precisazioni sulla sua assenza nel consiglio comunale del 5 settembre scorso e sulla mancata trasparenza nella consegna di atti amministrativi.Ecco la nota:In merito alle recenti dichiarazioni del Sindaco, che ha pubblicamente sollevato dubbi sulla mia assenza al Consiglio Comunale del 5 settembre, […]

Il consigliere comunale di Anzio Rodolfo Turano, dell’omonima lista civica, interviene con alcune precisazioni sulla sua assenza nel consiglio comunale del 5 settembre scorso e sulla mancata trasparenza nella consegna di atti amministrativi.
Ecco la nota:
In merito alle recenti dichiarazioni del Sindaco, che ha pubblicamente sollevato dubbi sulla mia assenza al Consiglio Comunale del 5 settembre, ritengo doveroso fornire ai cittadini una puntuale ricostruzione dei fatti.
L’assenza del sottoscritto non è riconducibile ad alcun disinteresse verso i lavori consiliari, bensì all’ormai consueta gestione emergenziale e intempestiva delle convocazioni da parte dell’Amministrazione. Nello specifico, nonostante l’assemblea Acqualatina fosse nota fin dai primi di luglio, il Consiglio è stato convocato in via straordinaria solo lunedì 1 settembre, per svolgersi appena quattro giorni dopo, il 5 settembre.
Una modalità che, ancora una volta, impedisce ai consiglieri comunali di esercitare appieno il proprio ruolo, privandoli del tempo necessario per l’analisi approfondita dei documenti — spesso, peraltro, assenti o incompleti.
Nel caso specifico, avevo da mesi preso un impegno personale rilevante: celebrare il matrimonio civile di una giovane coppia proprio nella data del Consiglio. Un impegno pubblico e noto, che purtroppo è stato ignorato.
Ma la questione più grave riguarda la persistente mancanza di trasparenza. Già in passato, durante la trattazione del caso AeT, i consiglieri furono chiamati a deliberare in condizioni analoghe: senza accesso tempestivo ai pareri legali richiesti dalla Commissione Prefettizia e senza i necessari documenti a supporto.
Recentemente, ho inoltrato formale richiesta di accesso agli atti relativi ai giudizi pendenti presso il TAR Lazio (RG 11768/2024) e il Tribunale di Velletri (RG 5571/2024), al fine di svolgere con responsabilità il mio ruolo. La risposta ricevuta è stata un diniego, con motivazioni che trovo discutibili e che intendo contestare nelle sedi opportune.
Ecco il testo della comunicazione:
“Gentilissimo Consigliere,
la presente per confermare il differimento dei documenti prodotti a difesa dell’Amministrazione, nei giudizi pendenti al Tar Lazio RG 11768/2024 ed al Tribunale di Velletri RG 5571/2024 a cura dell’avvocato Geninatti Satè.
Tale documentazione le verrà consegnata a seguito della eventuale sottoscrizione dell’Accordo Transattivo e del formale abbandono dei relativi giudizi.
Le rinnovo la motivazione del differimento: evitare di incorrere in responsabilità derivanti dalla divulgazione di atti sub judice, che espongono le strategie difensive dell’Ente e risultano coperte da segreto professionale e pertanto riconducibili al limite legale ex art. 24 co.1 lettera a) della L. 241/90.”
Una posizione, quella dell’Amministrazione, che ostacola il diritto di accesso e impedisce una valutazione consapevole e trasparente delle scelte compiute nell’interesse collettivo.
Nei prossimi giorni mi recherò presso le autorità competenti per sporgere formale denuncia per la mancata consegna degli atti.
Continuerò a difendere la trasparenza, la legalità e il diritto dei cittadini a essere rappresentati da consiglieri pienamente informati.

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Redazione Ilgranchio.it
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