Sulla questione relativa ai problemi del porto di Anzio interviene direttivo di Noi moderati.
“Quando a metà giugno l’Amministrazione presentò come risolutiva l’azione di una piccola draga, fummo tra i primi ad avvertire che l’intervento sarebbe stato insufficiente. I fatti lo confermano: il mezzo, adatto solo a escavi leggeri su fondali morbidi, ha rimosso appena 2.500 metri cubi. I rilievi batimetrici hanno mostrato profondità ancora inferiori ai 3 metri, ben lontani dai 4,5 promessi. A inizio luglio, la piccola draga è tornata per un secondo ciclo di lavori, nel tentativo di rimediare.
Il tracciato iniziale escludeva i due banchi sabbiosi esterni, principali responsabili dell’insabbiamento. Sono stati inseriti solo in extremis, a prova di una pianificazione improvvisata. Anche il secondo intervento è stato svolto frettolosamente, sotto scirocco, più per contenere il danno politico che per garantire un risultato strutturale.
Nel frattempo, il canale è rimasto precluso fino a metà luglio alle imbarcazioni oltre le 80 tonnellate. Aliscafi fermi, pescherecci a rischio, cooperative costrette a sospendere le uscite, ristoratori e pescherie in difficoltà, trasporti turistici bloccati. Il danno economico per l’intero indotto costiero è stato grave, proprio nel cuore della stagione. Siamo solidali con tutte le attività colpite e le sosterremo in ogni sede possibile.
Ora si annuncia un nuovo intervento “definitivo” da 1 milione di euro per fine luglio, con rimozione di 25.000 m³. Ma nessuno spiega perché si sia perso un mese, né chi risarcirà le imprese penalizzate. Parlare ancora di “costo zero” è offensivo verso una comunità che ha pagato e continua a pagare.
Noi Moderati ribadiamo: servono competenza, ascolto e pianificazione. Dove regna l’improvvisazione, il danno è collettivo.
E secondo noi… non è finita qui. To be continued.
Il Direttivo di Noi Moderati Anzio


