I sindaci di Anzio e Nettuno, Aurelio Lo Fazio e Nicola Burrini, si sono astenuti nell’approvazione delle integrazioni dell’Atto aziendale dell’Asl Roma 6 formulate dalla regione Lazio. È stata la dura presa di posizione durante la Conferenza locale per la sanità, svoltasi a Pomezia, che riunisce i 21 sindaci della Asl. La decisione è legata alla gestione della sanità sul territorio, in particolare sulle criticità che attanagliano l’ospedale “Riuniti“ di Anzio, sempre più depotenziato. Durante il dibattito i due sindaci hanno anche depositato un documento nel quale rilevano tutte le criticità della sanità del territorio allegando un documento firmato da 170 dipendenti dell’ospedale e di Anzio che esprimono tutta la loro preoccupazione per il futuro del nosocomio.
Particolarmente duro l’intervento del sindaco di Nettuno Burrini che ha bollato la Asl come “castellocentrica“, ossia sbilanciata sulle esigenze dei comuni dei Castelli romani, evidenziando i problemi del pronto soccorso e un ridimensionamento del Riuniti. “Questo – ha detto – mi spinge a non votare l’integrazione all’Atto aziendale. Se cominciamo a chiudere i reparti sarà inevitabile il declassamento dell’ospedale perché mancano i numeri per il mantenimento degli standard. E allora mettiamoci seduti per rivedere il piano aziendale, anche perché la mia paura è che c’è un forte spostamento rispetto alle esigenze e agli interessi dei castelli. Ci sentiamo fuori da una realtà castellocentrica – ha insistito Burrini – e invece dovremmo fare un discorso di complementarietà“.
Per il sindaco di Anzio Aurelio Lo Fazio l’ospedale di Anzio e vittima “della cannibalizzazione dei nosocomi dell’Asl“. “Purtroppo – ha spiegato – ci sono delle azioni che lasciano pensare siano il preludio alla chiusura del Riuniti che poi è l’ospedale del litorale sud che nel periodo estivo arriva a contare 500.000 persone tra Torvaianica a Nettuno. In questa fase è necessario che la direzione generale cominci a capire quali siano i flussi sul territorio dell’Asl, individuare i servizi territoriali del litorale e riorganizzare il personale. Qui invece assistiamo una sorta di cannibalizzazione degli ospedali. Non è possibile – ha precisato – che il Noc sia il cannibale degli altri nosocomi. Per questo va ripensata una filosofia gestionale”. Quindi anche Lo Fazio ha evidenziato timori per il rischio della perdita del Dea di primo livello. “Il fatto che non abbiamo ginecologia – ha detto – è una delle condizioni che rischiano di declassare il Dea di Primo livello. Sono rischi che non possiamo correre”.
Per un approfondimento sul dibattito nella conferenza dei sindaci rimandiamo il lettore al giornale che sarà online giovedì pomeriggio.
Voto sull’Atto aziendale della Asl Roma 6: per protesta sulla crisi sanitaria i sindaci di Anzio Nettuno si astengono
I sindaci di Anzio e Nettuno, Aurelio Lo Fazio e Nicola Burrini, si sono astenuti nell’approvazione delle integrazioni dell’Atto aziendale dell’Asl Roma 6 formulate dalla regione Lazio. È stata la dura presa di posizione durante la Conferenza locale per la sanità, svoltasi a Pomezia, che riunisce i 21 sindaci della Asl. La decisione è legata […]
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