Messa in sicurezza delle macchine industriali: l’Ing. Delaini, figura di spicco nel settore, chiarisce i passaggi cruciali

Misure di protezione e innovazioni tecnologiche: strategie integrate per un ambiente produttivo più sicuro e conforme alle direttive europee La sicurezza delle macchine industriali rappresenta un elemento essenziale per proteggere gli operatori da incidenti e infortuni, ma anche per garantire la continuità delle operazioni produttive e il rispetto delle normative vigenti. Ogni macchina utilizzata nei […]

Misure di protezione e innovazioni tecnologiche: strategie integrate per un ambiente produttivo più sicuro e conforme alle direttive europee

La sicurezza delle macchine industriali rappresenta un elemento essenziale per proteggere gli operatori da incidenti e infortuni, ma anche per garantire la continuità delle operazioni produttive e il rispetto delle normative vigenti.

Ogni macchina utilizzata nei processi industriali, infatti, è un potenziale rischio se non adeguatamente progettata, installata e mantenuta. I pericoli possono derivare da movimenti incontrollati, contatti con parti in movimento o guasti nei sistemi di comando, e il mancato controllo di questi aspetti può avere conseguenze gravi, sia in termini umani che economici.

Mettere in sicurezza le macchine industriali è un processo complesso che richiede attenzione a ogni dettaglio tecnico e normativo. La Direttiva Macchine, strumento normativo che stabilisce i requisiti essenziali per la progettazione, produzione e manutenzione delle apparecchiature industriali (il sito CertificazioneCE.it è ricco di approfondimenti e aggiornamenti utili in merito), rappresenta il punto di riferimento fondamentale per garantire la conformità dei macchinari alle normative europee e salvaguardare la sicurezza dei lavoratori.

L’ingegnere Claudio Delaini, voce autorevole nel settore, esperto di macchinari industriali e Certificazione CE, ci ha aiutato a fare luce su un tema così complesso come questo, chiarendoci i punti più oscuri delle direttive europee.

Sicurezza e normativa: la Direttiva Macchine come riferimento

La Direttiva Macchine 2006/42/CE, recentemente aggiornata e pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 29 giugno 2023, costituisce il riferimento normativo chiave in Europa per la progettazione, la produzione, la commercializzazione e l’utilizzo dei macchinari industriali. Tale direttiva stabilisce i requisiti essenziali di salute e sicurezza (EHSR) che ogni macchina deve soddisfare durante tutte le fasi del suo ciclo di vita, dalla progettazione all’uso finale, inclusa la manutenzione.

Secondo quanto evidenziato dall’ing. Delaini, la conformità alla Direttiva richiede un approccio globale che coinvolga ogni fase del processo: dalla progettazione alla costruzione, fino all’installazione e alla manutenzione. In particolare, il primo obiettivo per il costruttore è l’eliminazione dei rischi alla fonte già durante la progettazione, adottando soluzioni tecniche e organizzative che riducano i pericoli intrinseci.

Quando non è possibile eliminare del tutto i rischi, la direttiva prescrive l’adozione di misure di protezione tecniche per mitigare i pericoli residui. Queste includono, ad esempio, l’uso di barriere fisiche, interblocchi di sicurezza o dispositivi di arresto di emergenza.

Inoltre, è fondamentale fornire agli utenti informazioni dettagliate e comprensibili sulle modalità d’uso sicuro della macchina, inclusi manuali operativi, avvertenze e procedure per la manutenzione ordinaria e straordinaria. Queste indicazioni rappresentano una parte integrante della sicurezza complessiva della macchina, contribuendo a ridurre i rischi associati a un utilizzo improprio o a una manutenzione inadeguata.

Valutazione del rischio: la chiave per un sistema sicuro

La valutazione del rischio rappresenta un passaggio fondamentale per individuare e ridurre i potenziali pericoli associati all’uso delle macchine industriali. Questo processo, come sottolineato dall’ing. Delaini, inizia con l’analisi delle operazioni che la macchina deve svolgere e delle possibili interazioni con gli operatori. L’obiettivo è identificare i pericoli intrinseci, ovvero quei fattori che possono generare situazioni pericolose durante l’utilizzo o la manutenzione del macchinario.

Successivamente, si procede alla stima del rischio, che consiste nel valutare sia la gravità dei danni che potrebbero derivare da un eventuale incidente sia la probabilità che tali eventi si verifichino. Questa fase richiede un’attenzione meticolosa, poiché il livello di rischio è determinato dalla combinazione di questi due fattori.

Una volta completata la stima, si passa alla fase di mitigazione, durante la quale vengono individuate e adottate le misure di sicurezza necessarie a ridurre i rischi residui a livelli accettabili. Queste soluzioni possono riguardare sia aspetti progettuali sia interventi tecnici o organizzativi, sempre tenendo conto delle specifiche condizioni operative della macchina.

La normativa EN ISO 12100 offre un quadro di riferimento dettagliato per guidare tutte le fasi della valutazione del rischio, indicando anche i principi per una progettazione che integri la sicurezza fin dall’origine. Questo approccio, che mira a eliminare o minimizzare i rischi già in fase di sviluppo, è considerato essenziale per garantire un funzionamento sicuro e conforme alle normative.

Misure di protezione complementari e dispositivi di sicurezza

La sicurezza delle macchine, ci spiega l’ingegner Delaini, deve essere integrata sin dalla fase di progettazione. Un approccio intrinsecamente sicuro prevede l’adozione di soluzioni che riducano i rischi direttamente alla fonte, come la limitazione delle velocità operative durante le fasi di configurazione, l’inserimento di barriere fisiche e l’implementazione di dispositivi che impediscano l’accesso alle aree pericolose. Un esempio pratico di questa filosofia è l’utilizzo di valvole di sicurezza per scaricare l’energia residua nei sistemi pneumatici, prevenendo movimenti imprevisti degli attuatori.

Tuttavia, nei casi in cui non sia possibile eliminare completamente i rischi attraverso la progettazione intrinseca, è indispensabile adottare misure di protezione complementari. Tra queste, si possono annoverare barriere fotoelettriche, ripari mobili dotati di sistemi di interblocco e dispositivi di arresto d’emergenza.

Claudio Delaini inoltre pone l’accento sull’importanza di scegliere e configurare tali dispositivi in conformità alla normativa EN ISO 13849-1, che definisce i requisiti per la sicurezza funzionale e il livello di prestazione necessario, noto come Performance Level (PL). Una valutazione errata del livello di prestazione richiesto, infatti, potrebbe compromettere l’efficacia dell’intero sistema di sicurezza, rendendolo inadeguato rispetto ai rischi presenti. La precisione nell’analisi e nell’implementazione è dunque fondamentale per garantire la protezione degli operatori e il rispetto delle normative.

Validazione e collaudo: garanzie di conformità

Una volta implementate le soluzioni di sicurezza, la norma EN ISO 13849-2 richiede una validazione accurata per garantire che il sistema risponda ai requisiti di sicurezza. Questo processo prevede test funzionali, simulazioni e verifiche tecniche documentate.

Il collaudo, inoltre, è cruciale non solo per verificare le prestazioni della macchina ma anche per testare l’efficacia delle funzioni di sicurezza in situazioni reali, rileva Delaini.

Molte aziende, come osserva l’ingegner Delaini, si trovano ad affrontare il problema di macchinari obsoleti che non soddisfano i requisiti moderni. In questi casi, si raccomandano interventi di retrofit, ossia l’aggiornamento dei sistemi esistenti con soluzioni di sicurezza attuali in grado anche di prolungare la vita operativa delle macchine.

Tecnologia e futuro: sicurezza integrata nell’automazione

Le innovazioni tecnologiche stanno rivoluzionando il settore della sicurezza industriale, aprendo nuove opportunità per migliorare la protezione dei lavoratori e l’efficienza operativa.

Sistemi di automazione avanzata, inclusi quelli alimentati dall’IA, stanno consentendo un monitoraggio continuo e interventi tempestivi in caso di anomalie. Queste tecnologie, tuttavia, devono essere integrate con attenzione e conformità rigorosa alle normative vigenti, come il Regolamento Macchine e l’AI Act.

Claudio Delaini evidenzia, a questo proposito, come solo un’applicazione ponderata e conforme può garantire che tali innovazioni non introducano nuovi rischi, ma contribuiscano a un ambiente di lavoro più sicuro.

La messa in sicurezza delle macchine industriali richiede un approccio complesso e multidisciplinare, che combina una profonda conoscenza delle normative, competenze ingegneristiche specifiche e un utilizzo strategico delle tecnologie emergenti. Grazie ai chiarimenti dell’ingegner Delaini abbiamo visto come questo approccio non si limiti a rispettare obblighi legali, ma rappresenti un investimento fondamentale per proteggere vite umane, assicurare la continuità produttiva e migliorare la competitività aziendale.

Ogni macchina sicura, infatti, contribuisce a costruire un’industria più responsabile, in cui l’innovazione e la sicurezza procedono di pari passo verso un futuro sostenibile e produttivo.

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