Anzio/Nettuno, droga, estorsione e traffico illecito rifiuti: i filoni dell’indagine contro la ‘ndrangheta

  Nell’ambito dell’operazione contro la ‘Ndrangheta che interessa anche il territorio di Anzio e Nettuno, si apprendono i capi di imputazione nei confronti degli indagati. A seconda delle posizioni, vengono mosse nei loro confronti le accuse di associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti aggravata dal metodo mafioso. I pubblici ministeri della […]

 

Nell’ambito dell’operazione contro la ‘Ndrangheta che interessa anche il territorio di Anzio e Nettuno, si apprendono i capi di imputazione nei confronti degli indagati. A seconda delle posizioni, vengono mosse nei loro confronti le accuse di associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti aggravata dal metodo mafioso. I pubblici ministeri della Dda, coordinata dai procuratori aggiunti Michele Prestino e Ilaria Calò, indagano anche per estorsione aggravata e detenzione illegale di arma da fuoco, fittizia intestazione di beni e attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti
aggravato dal metodo mafioso.
Dalle indagini emergono due associazioni finalizzate al narcotraffico, una delle quali capeggiata da Giacomo Madaffari, e l’altra da Bruno Gallace, dotate di elevata capacità finanziarie per l’acquisto di ingenti quantità di droga dal sud America. L’operazione ha portato all’arresto di 65 persone. Le indagini proseguono e i carabinieri sono ancora negli uffici dei comuni di Anzio e Nettuno per acquisire documentazione e atti amministrativi.

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Redazione Ilgranchio.it
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