Omicidio di Francesco Pennacchi, l’udienza rinviata al 25. Chiesta la premeditazione

Premeditazione. Oltre ai futili motivi. E’ quanto richiesto in aula dall’avvocato Giulia Bongiorno a carico di Lorenc Prifti, il fornaio di origini albanesi che il 27 novembre dello scorso anno uccise, senza pietà, il giovane Francesco Maria Pennacchi, commercialista veliterno originario di Anzio. E’ quanto emerso oggi durante l’udienza del processo che dovrà far luce e […]

Premeditazione. Oltre ai futili motivi. E’ quanto richiesto in aula dall’avvocato Giulia Bongiorno a carico di Lorenc Prifti, il fornaio di origini albanesi che il 27 novembre dello scorso anno uccise, senza pietà, il giovane Francesco Maria Pennacchi, commercialista veliterno originario di Anzio. E’ quanto emerso oggi durante l’udienza del processo che dovrà far luce e dare giustizia alla famiglia Pennacchi, che da quasi un anno vive nell’incubo. Francesco, 32 anni, la sera del 27 novembre del 2015 senza motivo alcuno fu raggiunto al petto da una unica coltellata sferrata con ferocia da Prifti sul pianerottolo del suo ufficio a Velletri. Una morte inspiegabile, un dolore senza fine e la battaglia della famiglia del ragazzo – Isabella De Ninno, il fratello e la fidanzata – per avere giustizia. Una pena esemplare, hanno urlato familiari e amici che, anche stamattina, si sono radunati fuori al Palazzo di giustizia dove si stava celebrando il processo, a porte chiuse. Alla richiesta della Bongiorno della premeditazione, il legale dell’imputato – che ha fatto richiesta per il rito abbreviato – ha chiesto un rinvio: prossima udienza con relativa sentenza il 25 novembre.

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Katia Farina
Katia Farina
Giornalista Pubblicista iscritta all'Ordine dal 1995

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