“Il Giorno del Ricordo sia, oggi e per sempre, un monito alla verità, alla giustizia e all’unione nazionale”

“Nel Giorno del Ricordo, istituito con la Legge 30 marzo 2004, n. 92, la Nazione italiana si raccoglie con rispetto attorno alla memoria delle vittime delle foibe e alla tragedia dell’esodo giuliano-dalmata, nel quadro della complessa vicenda del confine orientale nel secondo dopoguerra. È un dovere civile e istituzionale: dare nome al dolore, restituire dignità […]

“Nel Giorno del Ricordo, istituito con la Legge 30 marzo 2004, n. 92, la Nazione italiana si raccoglie con rispetto attorno alla memoria delle vittime delle foibe e alla tragedia dell’esodo giuliano-dalmata, nel quadro della complessa vicenda del confine orientale nel secondo dopoguerra. È un dovere civile e istituzionale: dare nome al dolore, restituire dignità alle famiglie, riconoscere una pagina troppo a lungo rimossa.
La Repubblica Italiana, nata dalle macerie della guerra e dalla lacerazione fratricida della guerra civile, si fonda sul patto costituzionale e sulla responsabilità della verità. Come ha ricordato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nessuno deve avere paura della verità: la memoria, per essere autentica, va preservata e onorata, senza cedere all’oblio, alle minimizzazioni o alle negazioni.
Su quelle terre, il dolore degli italiani del confine orientale è stato a lungo circondato da un “muro di silenzio e di oblio”, fatto di imbarazzo, opportunismi e connivenze di vario genere. Eppure, la realtà storica parla chiaro: la violenza non colpì soltanto figure legate al passato regime, ma si accanì su impiegati, intellettuali, famiglie, sacerdoti, semplici cittadini; persino su antifascisti, colpevoli soltanto di esigere rispetto per l’identità delle proprie comunità.
La memorialistica degli esuli – diari, lettere, fotografie, testimonianze custodite nelle famiglie – restituisce più di qualunque cronologia: valigie chiuse in fretta, case abbandonate, partenze senza ritorno, silenzi tramandati come eredità. Ricordare significa ascoltare quelle voci, custodirne i segni, consegnarli ai giovani come patrimonio della comunità nazionale.
Come ha ricordato la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, per decenni questa tragedia è stata vittima di una congiura del silenzio; oggi la Nazione non può temere la verità, respingendo ogni tentativo negazionista o riduzionista. Il ricordo non è rancore: è giustizia. È la base di una memoria condivisa che unisce e rende più forte la comunità nazionale, come testimoniano le iniziative promosse anche quest’anno, tra cui il “Treno del Ricordo”, simbolo del viaggio di chi ha scelto di essere italiano due volte: per nascita e per scelta.
Non possiamo ignorare che una parte del dibattito pubblico – segnata da massimalismi ideologici di matrice comunista – ha per anni minimizzato o giustificato la violenza titina, contribuendo a una rimozione culturale del dolore degli italiani del confine orientale. Né possiamo rimuovere le ambiguità e le omissioni che, nel dopoguerra, hanno accompagnato l’accoglienza degli esuli: stenti, sistemazioni precarie e, in taluni casi, indifferenza o perfino ostilità. Dirlo oggi non significa alimentare divisioni: significa pretendere rispetto, riconoscimento e responsabilità.
Fratelli d’Italia invita la cittadinanza a rinnovare la memoria del Giorno del Ricordo, a informarsi e ad approfondire questa pagina della nostra storia, affinché il sacrificio delle vittime non sia mai consegnato all’oblio. Una nostra delegazione deporrà ad eterna memoria un mazzo di fiori presso il Monumento dedicato ai Martiri delle Foibe posto nei pressi del cimitero di Anzio.
Un appello particolare è rivolto alle scuole e ai giovani: studiare, ascoltare, custodire. Perché la memoria non divide quando è vera: unisce”.

Fratelli d’Italia
Sezione di Anzio

Abbonati

Ogni giorno succede qualcosa che cambia tutto. Noi lo raccontiamo prima, meglio e senza filtri.
Con il tuo abbonamento accedi a giornalismo di qualità, analisi approfondite e contenuti esclusivi, senza pubblicità, senza distrazioni. Perché essere informati non è un lusso. È una scelta.

Redazione Ilgranchio.it
Redazione Ilgranchio.it
Rendere l’informazione pubblica, accessibile e imparziale è la nostra mission. Eccoci, ci presentiamo!

Commenta