Una rappresentanza di commercianti e imprenditori di Lavinio stazione intervengono sulla crisi del quartiere: lettera aperta al comune di Anzio.
“Negli ultimi giorni il dibattito pubblico ad Anzio si è concentrato sulla crisi delle attività commerciali del centro cittadino, con l’attribuzione di responsabilità politiche spesso riferite al presente. È corretto, tuttavia, ricordare che la difficoltà del commercio non è un fenomeno esclusivamente locale, ma il risultato di una trasformazione strutturale delle abitudini di consumo, che incide su tutte le città, indipendentemente dal colore politico delle amministrazioni.
Se però le criticità sono evidenti nel centro di Anzio, nelle periferie risultano ancora più accentuate, ed è proprio lì che emerge un tema centrale: quello dell’ascolto dei cittadini. Turismo, infrastrutture, decoro urbano e sicurezza non sono ambiti separati, ma componenti interconnesse, indispensabili per rendere un territorio attrattivo e per sostenere le attività economiche che oggi faticano maggiormente.
Un caso emblematico è rappresentato dall’area della stazione ferroviaria di Lavinio, infrastruttura strategica che continua a presentare criticità rilevanti. Va riconosciuto che negli ultimi tempi la sicurezza pubblica è migliorata anche grazie alle segnalazioni del Comitato Lavinio x Lavinio, presieduto da Sandro Fabbri, ma la zona resta fragile. A ciò si aggiungono i lavori di ripristino delle fognature, con l’istituzione del senso unico su via Goldoni, interventi necessari che però stanno generando ulteriori disagi per residenti e attività commerciali.
La situazione è resa ancora più delicata dalla presenza, a pochi metri dalla stazione, della scuola Virgilio (elementari e medie), con un’uscita che affaccia praticamente sull’ingresso ferroviario. Un’area che, per funzione e frequentazione quotidiana, dovrebbe essere considerata prioritaria in termini di sicurezza e decoro.
In questo contesto, il comitato ha lanciato un iniziativa con alcuni commercianti della zona di Lavinio Stazione e hanno deciso di contribuire al rifacimento del parcheggio di una scuola comunale, segnalato da anni come inadeguato, dove genitori e studenti erano costretti a muoversi tra fango e ristagni d’acqua. Si tratta di una struttura comunale, oggetto di richieste e segnalazioni ripetute nel tempo, e l’intervento era finalizzato esclusivamente al bene della comunità.
La successiva vicenda amministrativa che ha coinvolto Sandro Fabbri, in qualità di presidente del Comitato Lavinio x Lavinio, ha sollevato interrogativi sul rapporto tra istituzioni e cittadini. In situazioni come queste, un’amministrazione è chiamata a mantenere lucidità, capacità di dialogo e proporzionalità, distinguendo tra comportamenti da sanzionare e iniziative nate per supplire a carenze evidenti e prolungate. Il confronto politico è legittimo, così come la difesa dell’operato amministrativo. Tuttavia, il rilancio di una città passa anche – e soprattutto – dalla capacità di ascoltare il territorio, affrontando con serietà i problemi quotidiani delle periferie, accanto ai grandi progetti strategici. Solo così si può ricostruire un rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni e creare le condizioni per una reale ripartenza”.
Una rappresentanza di commercianti e imprenditori
di Lavinio Stazione


