Fratelli d’Italia: “i cittadini di Anzio non sono comparse del vostro racconto, ma i protagonisti del racconto di Anzio”

Sulla regolamentazione dei social media del Comune di Anzio, interviene il gruppo di Fratelli d’Italia attraverso il capogruppo Antonio Cardoselli:“C’è qualcosa di sorprendentemente grottesco in questa Social Media Policy: l’idea che il cittadino possa parlare, purché dica le cose giuste, nel modo giusto e soprattutto non metta in discussione il potere.Il vostro modello è antico, […]

Sulla regolamentazione dei social media del Comune di Anzio, interviene il gruppo di Fratelli d’Italia attraverso il capogruppo Antonio Cardoselli:
“C’è qualcosa di sorprendentemente grottesco in questa Social Media Policy: l’idea che il cittadino possa parlare, purché dica le cose giuste, nel modo giusto e soprattutto non metta in discussione il potere.
Il vostro modello è antico, collaudato, che la storia conosce bene: non si zittisce la voce, la si educa. Non si censura l’opinione ne tantomeno le idee, le si riclassifica come “politica”,
“allarmistica” o “non conforme”.
E’ affascinante che lo sfogo di un cittadino magari non forbito come “il livello della vostra semantica” ma civile, autentico e nei limiti della legalità diventa così un problema da filtrare.
Non perché illecito, ma perché scomodo. È propaganda applicata al linguaggio amministrativo: più elegante ma NON meno efficace, si può applaudire, condividere, al massimo suggerire ma GUAl a dissentire.
I social istituzionali, anziché essere spazi pubblici di confronto, vengono ridotti a bollettini ufficiali del pensiero corretto e univoco, dove l’amministrazione parla e il cittadino, se esprime una critica seppur aspra, viene gentilmente accompagnato verso l’uscita.
Il tutto sotto la regia di una segreteria onnipresente, una forma di igiene comunicativa che decide cosa è accettabile e cosa no, in un esercizio di propaganda del dibattito degno delle migliori scuole novecentesche: ordine, disciplina e narrazione unica, naturalmente per il bene comune. Ma per il bene di chi? di tutti?
Resta una domanda semplice:
come verranno applicati questi filtri di censura e con quali costi per i cittadini?
O dobbiamo confidare nel infallibile giudizio del RE dei capi staff?
Perché il punto, alla fine, è semplice e inquietante:
Quando il potere decide cosa è dicibile, la democrazia smette di parlare e inizia a sussurrare.
Perché una cosa è certa:
Un’amministrazione che neutralizza le opinioni dei cittadini non governa il confronto, lo condiziona e lo affida al giudizio insindacabile di un ufficio che si autoproclama arbitro del dibattito pubblico.
Quando la critica diventa un disturbo da rimuovere, la partecipazione smette di essere un diritto e diventa una CONCESSIONE.
Se questo è il bilancio dell’anno del vostro “art. 90”, allora sì: è la ciliegina sulla torta.
Peccato che la torta sappia più di propaganda che di partecipazione democratica.
E no, caro capo staff non siete voi a concedere la parola, non siete voi a decidere cosa è dicibile, e soprattutto non siete voi a educare un popolo che paga, vota e pretende risposte.
Perché la voce del popolo non si zittisce con un regolamento, e di certo non sarà un capo staff a farlo. Potete cancellare commenti, filtrare parole e ripulire bacheche quanto vi pare: la realtà non si modera.
I cittadini di Anzio non sono comparse del vostro racconto, ma i protagonisti del racconto di Anzio e non prendono ordini da un capo staff che pensa di essere il detentore della verità.

Il Gruppo consiliare
di Fratelli d’Italia Anzio

Abbonati

Ogni giorno succede qualcosa che cambia tutto. Noi lo raccontiamo prima, meglio e senza filtri.
Con il tuo abbonamento accedi a giornalismo di qualità, analisi approfondite e contenuti esclusivi, senza pubblicità, senza distrazioni. Perché essere informati non è un lusso. È una scelta.

Redazione Ilgranchio.it
Redazione Ilgranchio.it
Rendere l’informazione pubblica, accessibile e imparziale è la nostra mission. Eccoci, ci presentiamo!

Commenta