Allarme furti alla periferia di Nettuno, cresce l’allarme tra i cittadini

A Tre Cancelli, Piscina Cardillo e Cadolino nell’ultimo mese si sono registrati più di venti furti e tentativi di furto, eppure sembra che nessuno, tra chi governa il territorio, abbia voglia di accorgersene. I residenti lo ripetono da tempo: le strade sono buie, i controlli quasi inesistenti, la zona viene percepita come abbandonata. E quando […]

A Tre Cancelli, Piscina Cardillo e Cadolino nell’ultimo mese si sono registrati più di venti furti e tentativi di furto, eppure sembra che nessuno, tra chi governa il territorio, abbia voglia di accorgersene. I residenti lo ripetono da tempo: le strade sono buie, i controlli quasi inesistenti, la zona viene percepita come abbandonata. E quando una zona viene lasciata così, al buio e senza presenza, il risultato è semplice: diventa il campo libero dei ladri. “Non servono rapporti tecnici o grandi studi per capirlo – spiega un residente -. Prendete una zona già fragile. Aggiungete una pessima illuminazione, con lampioni spenti o inesistenti. Mettete pochissimi controlli, se non nessuno. Lasciate tutto così per settimane e mesi, mentre i cittadini segnalano, scrivono sui gruppi di quartiere, chiedono aiuto. Il risultato è quello che vediamo oggi: furti in aumento, paura crescente, persone che hanno paura a rientrare a casa la sera o a lasciare l’auto parcheggiata sotto casa. È la ricetta perfetta per far sentire i cittadini soli e i delinquenti tranquilli”. I residenti fanno appello anche al Comune: “Chi amministra un territorio – continuano i residenti – dovrebbe partire da un principio molto semplice: la sicurezza non è un favore, è un diritto. Vuol dire strade illuminate, controlli regolari, presenza visibile delle forze dell’ordine, ascolto dei problemi reali. Non è teoria, è buon senso. E invece in queste zone la sensazione è esattamente l’opposto: buio, silenzio e nessuno che dia risposte”. A Tre Cancelli, per reagire a questa situazione, è nato un gruppo di quartiere che, nel tempo, ha coinvolto anche persone delle aree vicine. Non si tratta di rivoluzionari, ma di cittadini normali che si sono stancati di subire in silenzio. Si coordinano, si avvisano, raccontano episodi che troppo spesso non finiscono sulle cronache ufficiali. “È il segnale più chiaro che quando lo Stato arretra, la comunità è costretta a organizzarsi da sola – spiega Gioventù Nazionale Nettuno – e noi siamo dalla parte di questa comunità. Non accetta che Tre Cancelli, Piscina Cardillo e Cadolino vengano trattate come periferie di serie B, buone solo per pagare le tasse ma non abbastanza importanti da meritare sicurezza e attenzione. Si chiede una cosa molto chiara: sistemare l’illuminazione, aumentare i controlli, mettere nero su bianco un piano concreto per restituire sicurezza a queste zone. Non tra sei mesi, non dopo l’ennesimo episodio grave, ma adesso. Perché chi torna a casa la sera ha il diritto di farlo senza guardarsi le spalle ogni due passi. Chi ha un negozio ha il diritto di aprire la serranda la mattina senza la paura di trovare tutto distrutto. Il paradosso è che oggi a denunciare questa situazione non sono i palazzi del potere, ma i cittadini e i giovani militanti che vivono davvero il territorio. Questo dovrebbe far riflettere. Le istituzioni non possono ricordarsi di questi quartieri solo in campagna elettorale e poi sparire quando c’è da affrontare i problemi veri. Il messaggio è semplice e diretto: Tre Cancelli, Piscina Cardillo e Cadolino non sono terra di nessuno. Qui – precisa Gioventù nazionale – vive una comunità che lavora, studia, cresce dei figli e pretende rispetto. Il silenzio non ha risolto nulla, anzi ha peggiorato le cose. È il momento di alzare la voce, con serietà e con civiltà, finché chi ha responsabilità di governo non farà finalmente ciò che deve: garantire sicurezza, luce e presenza dello Stato anche dove oggi regnano il buio e l’abbandono”.

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Redazione Ilgranchio.it
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