La diciottesima Quadriennale d’arte si propone di aprire uno sguardo concreto e tangibile sull’arte in Italia nei primi venticinque anni del nuovo secolo. Uno spazio pensato come sintesi del nostro tempo, in continua evoluzione e al contempo riflesso di un passato collettivo che appartiene a noi tutti. Nella sede di Palazzo Esposizioni, nel più ampio spazio espositivo della capitale, prende forma “Fantastica”, un confronto diretto fra pittura, scultura, installazione, video, fotografia e performance attraverso il quale le opere di 54 artiste e artisti viventi prendono forma e spazio, dialogando fra loro e con il pubblico.
Le 187 opere in mostra raccontano il contemporaneo attraverso l’indagine artistica di autori nati fra gli anni Sessanta e la fine del secolo scorso, accomunati dalla ricerca delle curatrici e dei curatori che ne hanno plasmato il percorso espositivo: Luca Massimo Barbero, Francesco Bonami, Emanuela Mazzonis di Pralafera, Francesco Stocchi, Alessandra Troncone.
Cinque sezioni che sviluppano soggetti e tematiche differenti ma si lasciano unire da un’identità comune, quella che spinge l’arte oltre la soglia della semplice osservazione, aprendo la strada verso un altrove che “Fantastica” si propone e riesce a sintetizzare. Percorrere le sale rappresenta un viaggio, dentro e fuori dallo spazio del museo, un ponte che unisce i significati del titolo di questa Quadriennale, l’aggettivo e l’imperativo. L’identità sdoppiata da pannelli bifronte che mostrano l’autoritratto come rappresentazione di sé e come interrogativo avvia la sezione curata da Barbero; Bonami apre una parentesi sull’identità personale degli artisti che si sviluppa anche nel legame con gli altri, per questo le connessioni non sono dettate dal percorso espositivo ma frutto della volontà di chi guarda. La fotografia come strumento di rivelazione e non più mera riproduzione del reale è il centro dello studio di Mazzonis; Stocchi si allontana dall’uso di una tematica esplicita e in questa privazione ricostruisce il rapporto fra artista e curatore, il cui obiettivo è permettere una nuova modalità di fruizione per il pubblico; il lavoro di Troncone mostra il contemporaneo attraverso il corpo nelle sue molteplici accezioni, umano ma anche scientifico, un corpo ibrido che oggi rappresenta una possibilità di connessione nella quale trova spazio l’imperfezione.
L’immagine complessiva e fluida degli spazi prende forma e dimensione grazie al progetto dello studio di architetti BRH+/Barbara Brondi & Marco Rainò, che ha lavorato ad un accordo fra preesistenze architettoniche e l’inserimento di elementi capaci di guidare il visitatore senza interromperne il percorso. Il carattere deciso delle narrazioni trova infatti un luogo di ascolto, viene assecondato e messo in relazione, gli spazi sono definiti ma il passaggio non è mai ostacolato. Al piano superiore, che si sviluppa con un’apertura centrale sulle installazioni poste al piano terra, “I giovani e i maestri: la Quadriennale del 1935”, una dedica ad un’edizione carica di significato come rappresentazione artistica di un Novecento complesso che ha influenzato e definito la storia dell’arte italiana.
“Fantastica”, voluta e pensata dal direttore della Fondazione La Quadriennale di Roma Luca Beatrice, scomparso lo scorso gennaio, sarà visitabile fino al 18 gennaio 2026 nella sede espositiva di Palazzo Esposizioni a Roma, via Nazionale 194. Per informazioni palazzoesposizioniroma.it quadriennalediroma.org














