Negli ultimi giorni abbiamo assistito a una sceneggiatura politica degna di un grande classico: voci fuori dal coro dentro la maggioranza, comunicati che sembrano ritardi, e un’opposizione che a volte confonde il proprio ruolo con quello di pompa di benzina.
Il comunicato del consigliere Mazza non è solo un chiarimento, è un vero e proprio SOS. Un segnale che dice chiaramente che governare con persone che la pensano in modo opposto… beh, forse non era poi così bello come qualcuno ci aveva raccontato.
Lo conferma anche quel capolavoro di sincerità involontaria firmato Mazza e Rossigno: un “periodo di riflessione e confronto” che dura ormai da tempo, il quale ha reso evidente una cosa semplice ma esplosiva: costruire un unico soggetto, civico o politico che sia, capace di parlare con una sola voce per tutto il mandato, è un’impresa titanica… o forse semplicemente impossibile.
Insomma, non si tratta più di scuse o ritardi, ma della semplice constatazione che la coesione è un optional di lusso che questa maggioranza non si può permettere.
E allora a noi sorge spontanea una domanda – gentile, ma tagliente come un bisturi:
“Ma quindi… non era così bello governare con persone che hanno ideali opposti ai vostri?”
Per mesi ci hanno raccontato che il dialogo tra differenze era un valore assoluto. Ora emergono malumori, distanze, e quella fastidiosa sensazione che qualcuno, da qualche parte, stia già contando i giorni per tornare a casa. Chi governa sa bene che la politica è fatta di scelte e conseguenze. E quando si rinuncia troppo ai propri valori, prima o poi qualcuno si chiede: “Ma che ci faccio qui?”
E mentre nella maggioranza si muovono i primi passi di dissenso, dall’opposizione arriva un altro spettacolo da teatro: c’è chi si allinea, loda e sostiene la Giunta con una fedeltà che fa impallidire chiunque fosse rimasto dentro la maggioranza.
Parliamo, ovviamente, di Sanetti e Pambianco, i campioni della “minoranza costruttiva” che ormai sembra una succursale della Giunta stessa.
Dunque, oggi possiamo dire con chiarezza cristallina:
i veri dissidenti sono dentro la maggioranza,
mentre chi applaude a tutto spiano sta fuori, ma si comporta come dentro.
E cosa è successo nel frattempo, cari amici?
Come diceva qualcuno, “la vita è un’onda che va e viene” (cit. riveduta e corretta per l’occasione), e pare che la maggioranza abbia deciso di cavalcare quest’onda… verso una “ristrutturazione” interna!
Quelle crepe, che sembravano destinate a un serio intervento, sono state “rattoppate” con una trovata davvero geniale: trasformare l’Amministratore Unico di Poseidon S.r.l. — sì, proprio quella società che si occupa dei servizi essenziali sul nostro territorio, mica bruscolini — in un vero e proprio Consiglio di Amministrazione.
Giusto per rincollare i cocci di una maggioranza un po’ troppo spappolata.
E mentre loro giocano a “riorganizzarsi”, i dissidenti interni sembrano aver rispolverato la parabola del “porgi l’altra guancia”. Peccato che, di guance, ne abbiano solamente due a disposizione.
Non si può tirare troppo la corda e poi lamentarsi se si spezza.
A tutti i consiglieri che in questi mesi hanno cominciato a staccarsi dall’ambiguità, a quelli che si sentono più vicini al centrodestra vero, diciamo questo: le porte di Fratelli d’Italia sono aperte. Qui c’è spazio per chi vuole costruire con coerenza e coraggio, non per chi si nasconde dietro frasi fatte e convenienze.
Benvenuti nella chiarezza. Qui vi aspettiamo, senza ambiguità.
Con affetto,
Massimiliano Rognoni
Coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia – Nettuno


