Al Convegno sul Decreto Sicurezza tenutosi ad Anzio, gli abitanti dei quattordici appartamenti della palazzina di Corso Italia 36B, sul quale pende un decreto di sgombero che dovrebbe concretizzarsi entro il mese di maggio, lanciano un nuovo appello al sindaco Aurelio Lo Fazio per l’apertura di un
tavolo istituzionale con Prefettura, forze dell’ordine e sindacato. Al convegno è intervenuto Francesco Pronesti, portavoce degli abitanti dello stabile, che ha portato all’attenzione del territorio una vicenda che da ventidue
anni coinvolge famiglie che, senza casa, decisero l’occupazione di appartamenti in stato di abbandono. Negli anni hanno più volte chiesto alla società proprietaria degli immobili di poter regolarizzare la loro posizione pagando affitti equi. Ma senza risultato.
Nel suo intervento al convegno, Pronesti ha anche sottolineato come il comune di Anzio da anni paghi l’energia elettrica. Sollecitato ad intervenire, nei giorni scorsi il sindaco Lo Fazio aveva comunicato che davanti ad un decreto di sgombero avrebbero potuto fare ben poco, assicurando comunque l’assistenza dei servizi sociali per i soggetti deboli tra le circa cinquanta persone che rischiano lo sgombero.“Chiediamo di nuovo al Sindaco Lo Fazio – ha detto Pronrsti – di attivarsi immediatamente per
l’apertura di un tavolo istituzionale che consenta di affrontare la situazione in modo dignitoso
e costruttivo. Non si può risolvere tutto con la forza pubblica. È inaccettabile che dopo oltre vent’anni di
convivenza in un immobile lasciato al degrado e che noi abbiamo provveduto a manutenere, oggi si pensi di risolvere tutto semplicemente
buttando la gente per strada. E siamo pronti a pagare affitti calmierati. Le istituzioni – ha aggiunto – devono assumersi le loro responsabilità”.
L’appello lanciato al convegno vuole dunque essere un punto di svolta: “chiediamo di essere
ascoltati – ha detto il portavoce – di aprire un percorso di mediazione e regolarizzazione, e di evitare soluzioni
drastiche che non fanno altro che alimentare disagio sociale”.
La mobilitazione dei cittadini di Corso Italia 36B è stata rafforzata anche al sostegno del Sindacato Unione Inquilini,
Usicons APS e di Rifondazione Comunista. “È stata l’unica forza politica – spiega Francesco Pronesti – che ha avuto il coraggio di
esporsi pubblicamente in difesa della nostra vertenza.
Lanciamo dunque un invito alle altre forze politiche e sociali, e ai cittadini a dare solidarietà, che è proprio uno dei
punti di mira del Decreto Sicurezza”.



