Acqualatina, il presidente Cinzia Marzoli salvata dalla sfiducia: decisivi in assemblea il socio privato e l’assenza di alcuni sindaci

Con l’uscita, al momento del voto di fiducia, di alcuni sindaci dell’Ato 4 e il voto contrario espresso dal socio privato, si salva dalla decadenza il presidente di Acqualatina Cinzia Marzoli. Ricordiamo che 15 giorni fa numerosi sindaci avevano chiesto le sue dimissioni in quanto, al momento della presentazione della sua candidatura come presidente, non […]

Con l’uscita, al momento del voto di fiducia, di alcuni sindaci dell’Ato 4 e il voto contrario espresso dal socio privato, si salva dalla decadenza il presidente di Acqualatina Cinzia Marzoli. Ricordiamo che 15 giorni fa numerosi sindaci avevano chiesto le sue dimissioni in quanto, al momento della presentazione della sua candidatura come presidente, non aveva segnalato il fatto che fosse stata amministratore delegato di una società, la Capo d’Anzio, poi fallita. Sull’esito voto di sfiducia si sono espressi i sindaci di area Pd, Italia Viva e civici in Acqualatina:
“I sindaci sottoscritti, rappresentanti della componente pubblica di Acqualatina, esprimono profonda preoccupazione per quanto accaduto in occasione dell’ultima Assemblea dei soci – si legge nella nota –
Ancora una volta, il socio privato è intervenuto direttamente in una vicenda che riguarda la rappresentanza pubblica, contravvenendo a una prassi consolidata in oltre vent’anni di gestione, durante i quali si era sempre allineato alle decisioni assunte dalla maggioranza del socio pubblico. Diciannove Comuni, rappresentanti i 3/5 della quota pubblica, hanno votato per prendere atto dell’ineleggibilità originaria della Presidente, dott.ssa Cinzia Marzoli. Il voto espresso dal socio privato ha però determinato la conferma della dott.ssa Marzoli alla Presidenza, consolidando così una situazione anomala in cui un Amministratore di nomina pubblica agisce come espressione della parte privata. Tale esito, a nostro avviso, rappresenta una violazione delle norme statutarie e regolamentari, alterando la natura stessa della società mista Acqualatina.
Riteniamo questo comportamento – continua la nota – un grave vulnus istituzionale, che rischia di compromettere in modo irreversibile l’equilibrio tra componente pubblica e privata, con possibili ricadute negative sul buon funzionamento della gestione del servizio idrico. Esprimiamo rammarico per l’atteggiamento di alcuni Sindaci, presenti alla discussione, che avrebbero potuto contribuire alla ricomposizione dell’unità della rappresentanza pubblica. La loro scelta di abbandonare l’Assemblea prima del voto ha invece aggravato la frattura all’interno della comunità dei Sindaci, indebolendo la posizione pubblica senza assumersi la responsabilità di una decisione chiara. Alla luce di questi eventi – conclude la nota -, riteniamo urgente rafforzare il ruolo di vigilanza della Segreteria Tecnico-Operativa di EGATO4 riprendendo con determinazione il percorso per rafforzare maggiormente il controllo tecnico da parte di EGATO e valutando le azioni più opportune per ripristinare il ruolo pubblico connaturato al carattere “misto” della Società Acqualatina”.

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Redazione Ilgranchio.it
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