Infiammazione alla vescica: come si riconosce?

L’infiammazione a carico della vescica, nota anche con il nome di cistite, è un’evenienza molto comune, soprattutto tra le donne (per ragioni anatomiche). La sua causa principale è il proliferare nell’ambiente vaginale del batterio Escherichia coli. Isolato per la prima volta nel 1917, nel momento in cui prolifera in zone del corpo come l’intestino permette […]

L’infiammazione a carico della vescica, nota anche con il nome di cistite, è un’evenienza molto comune, soprattutto tra le donne (per ragioni anatomiche). La sua causa principale è il proliferare nell’ambiente vaginale del batterio Escherichia coli.

Isolato per la prima volta nel 1917, nel momento in cui prolifera in zone del corpo come l’intestino permette di apprezzare diversi benefici. Tra questi è possibile citare la difesa del corpo da enterobatteri potenzialmente molto pericolosi, tra cui la salmonella.

Quando entra nell’ambiente vaginale, le cose sono molto diverse e si parla dei danni e dei sintomi della cistite.

Per affrontare questa condizione, oltre alla terapia farmacologica che può includere antibiotici prescritti dal medico, si può ricorrere anche a integratori naturali specifici.

L’assunzione di determinati integratori – e a tal proposito il sito dimann.com espone la cura per la cistite a base di D-mannosio – aiutano a facilitare l’eliminazione dei batteri responsabili dell’infiammazione e a velocizzare il processo di guarigione, supportando l’efficacia dei trattamenti medici.

Alla base di tutto, però, deve esserci il riconoscimento della condizione. Quali sono i segnali d’allarme che devono far pensare a un quadro di infiammazione della vescica (a sua volta causato dall’infezione da E. coli)? Vediamo la risposta nelle prossime righe.

Vescica infiammata: i segnali da non sottovalutare

I segnali di una vescica infiammata sono, per fortuna, molto semplici da intercettare. Tra questi rientra, per esempio, il frequente bisogno di urinare, evenienza che può rendere a dir poco difficile la conduzione di una vita quotidiana serena.

Attenzione: anche se il bisogno di urinare più spesso rispetto alla media non è accompagnato da sintomi dolorosi, questo non vuol dire che si debba trascurare il sintomo. Così facendo, è molto probabile che la situazione vada incontro a un repentino peggioramento.

Ecco altri segnali che non devi assolutamente trascurare:

  • Minzione più lenta rispetto al passato
  • Sensazione di difficoltà nello svuotamento totale della vescica
  • Urina dal colore torbido e maleodorante all’olfatto

Nei casi più gravi, può palesarsi anche qualche perdita ematica. Sintomi davanti ai quali è fondamentale intervenire tempestivamente recandosi al pronto soccorso sono i brividi, la febbre, il vomito. Da considerare come seri se associati ai segnali elencati nei paragrafi precedenti, rappresentano un segnale di coinvolgimento delle alte vie urinarie.

I migliori rimedi

Una volta inquadrati i sintomi, diventa molto più semplice affrontare la problematica con i rimedi giusti.

Prima ancora, è necessario procedere con la diagnosi che prevede, oltre all’anamnesi da parte dello specialista, anche l’esame delle urine con urinocoltura. A seconda delle indicazioni del medico, si può procedere con altri accertamenti, tra cui la cistoscopia.

Chiarito il quadro, arriva il momento di intervenire con gli approcci risolutivi. Un criterio fondamentale riguarda la presenza o meno di altre patologie. In questo frangente, il gold standard è il ricorso alla terapia antibiotica.

Sulla base della tipologia di infezione, il medico decide le modalità di somministrazione e la quantità di farmaco. Può altresì decidere, dopo aver individuato il batterio che ha provocato l’infezione, di eseguire un antibiogramma. In questo modo, si approfondisce ulteriormente il quadro e si valuta se un determinato patogeno è sensibile a uno specifico antibiotico.

Nei casi in cui la terapia antibiotica viene prescritta dopo un’adeguata anamnesi ed è seguita pedissequamente dal paziente, nel giro di poco l’infezione viene debellata.

Insieme con la terapia, lo specialista può raccomandare l’utilizzo di determinati prodotti per l’igiene intima, così come consigliare l’assunzione di alimenti che aiutano a pulire le vie urinarie.

Tra questi è possibile chiamare in causa le fragole, l’ananas, l’anguria, i porri, gli asparagi e i cetrioli. Importantissima è pure l’idratazione.

Cruciale è anche, fino a completamento della terapia antibiotica, utilizzare il condom nei rapporti con il partner, onde evitare il fastidioso effetto ping pong dell’infezione.

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