Nettuno, mercatino estivo: per il Pd troppo alti i costi per gli ambulanti

Sul bando per l’assegnazione dei dieci spazi per il mercatino estivo sul lungomare Matteotti, il Partito Democratico di Nettuno, in una nota della segretaria Paola Giardiello e degli ex consiglieri comunali Marco Federici e Roberto Alicandri, evidenzia delle criticità di questa assegnazione che, a loro dire, penalizzerebbe gli ambulanti costretti costretti a sostenere costi troppo […]

Sul bando per l’assegnazione dei dieci spazi per il mercatino estivo sul lungomare Matteotti, il Partito Democratico di Nettuno, in una nota della segretaria Paola Giardiello e degli ex consiglieri comunali Marco Federici e Roberto Alicandri, evidenzia delle criticità di questa assegnazione che, a loro dire, penalizzerebbe gli ambulanti costretti costretti a sostenere costi troppo alti.

“È stata pubblicata la delibera con la quale viene regolamentato il mercatino estivo del lungomare – scrive il Pd – A nostro avviso questa delibera ha dei lati positivi e dei lati negativi. Partiamo dai primi, giusto per evitare di apparire i soliti bastian contrari. La cosa infatti, che a nostro avviso, è la più positiva è che gli ambulanti potranno fare direttamente la domanda al comune senza dover passare attraverso una associazione intermedia, evitando quanto già accaduto in passato che è apparso spiacevole se non addirittura opaco. Altra nota positiva è la creazione di una sorta di villaggio e, non come accaduto altre volte, una fila ininterrotta di gazebo lungo tutta la passeggiata. Purtroppo però – continua il documento -, a nostro avviso, ci sono anche delle criticità, infatti quello che meno ci convince è il costo giornaliero comprensivo degli extra che non vanno direttamente nelle casse comunali. Se infatti il costo di partenza è fissato dal comune in 35 euro al giorno, dopo aver aggiunto i costi della certificazione, della sorveglianza, dell’allaccio e del consumo di energia elettrica, le cifre giornaliere per ogni singolo gazebo arrivano a toccare i 60 euro. Una spesa che, quindi, per l’intero periodo rischia di superare i 3500 euro. Una cifra decisamente spropositata – prosegue la nota – per coloro che non fanno questo come lavoro abituale ma che esercitano questa attività in modo saltuario. Un’ultima cosa poi, sempre a nostro avviso, si sarebbe potuta specificare meglio, ovvero la tipologia di merce che potrà essere venduta. Se infatti si fosse specificato che i prodotti sarebbero dovuti essere tassativamente del territorio, magari anche non solo di carattere artigianale, ma anche enogastronomico a km zero, ciò avrebbe consentito di assegnare un punteggio ad ogni domanda, evitando il sorteggio che rischia di non essere utile per avere un mercatino di qualità”.

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Redazione Ilgranchio.it
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