A Nettuno scoppia la grana dell’ecocentro nella zona della Città artigiana occupato dalla società Tekneko con i propri mezzi per la raccolta dei rifiuti e come centro di raccolta dove conferire gli ingombranti. La società abruzzese e la proprietà del terreno non si sono infatti accordate sulla prosecuzione dell’affitto e dal 1 primo febbraio la Tekneko dovrà lasciare l’area. Tanto è vero che all’entrata del deposito è stato affisso il cartello con la scritta “affittasi”.
A febbraio mancano poche settimane e a meno di una proroga la società abruzzese dovrà lasciare l’area. E sarebbe un problema.
In questa situazione di incertezza da tempo il consigliere di opposizione Daniele Mancini sollecita la nuova amministrazione a completare i lavori dell’ecocentro comunale nella zona della Città artigiana che era stato voluto dall’amministrazione 5 Stelle guidata dall’ex sindaco Angelo Casto. “Potrebbe essere la soluzione giusta – spiega in proposito Marco Federici, consigliere comunale del Partito democratico – ma non mi pare proprio che in questo momento sindaco e Giunta abbiano la serenità e la capacità di fare qualcosa. Se non trovano una soluzione in tempi rapidi, dal primo del mese di febbraio saranno veramente problemi con il rischio di ripercussioni negative sullo stesso servizio di raccolta rifiuti”.
Nettuno, scoppia la grana dell’ecocentro: dal primo febbraio Tekneko senza deposito
A Nettuno scoppia la grana dell’ecocentro nella zona della Città artigiana occupato dalla società Tekneko con i propri mezzi per la raccolta dei rifiuti e come centro di raccolta dove conferire gli ingombranti. La società abruzzese e la proprietà del terreno non si sono infatti accordate sulla prosecuzione dell’affitto e dal 1 primo febbraio la […]
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